RISARCIMENTO VOLO ED ASSISTENZA LEGALE AL VIAGGIATORE

Il risarcimento volo e ritardi aerei, vediamo di chiarire e come comportarsi. Nella maggior parte degli aeroporti europei si registrano numerose inefficienze delle compagnie aeree che determinano notevoli disagi ai viaggiatori.
Tra i più frequenti disservizi del vettore aereo rilevano certamente la cancellazione del volo, il ritardo prolungato di oltre 3 ore e l’overbooking nonché perdita, distruzione o ritardata consegna del bagaglio da stiva.
Si tratta di inadempienze che determinano ingenti danni ai passeggeri fino a rovinare le tanto desiderate vacanze o perfino ad annullare un importante appuntamento di lavoro.
Proprio per tali ragioni, il legislatore europeo ha disciplinato le ipotesi più frequenti di volo cancellato, overbooking o ritardo aereo prolungato riconoscendo la cosiddetta compensazione pecuniaria in relazione alla tratta del volo interessato ex Reg. CE n. 261/2004.

COMPESAZIONE PECUNIARIA

DISTANZA:0 – 1500 km1500 km < 3500 km> 3500 km
VOLO CANCELLATO€ 250€ 400€ 600
RITARDO DI OLTRE 3 ORE€ 250€ 400€ 600
OVERBOOKING€ 250€ 400€ 600

DANNEGGIAMENTO, PERDITA E RITARDATA CONSEGNA DEL BAGAGLIO

Tra le diverse inadempienze contrattuali da parte delle compagnie aeree il danneggiamento, la perdita e la ritardata consegna del bagaglio costituiscono certamente una delle esperienze più traumatiche che il viaggiatore sfortunato deve fronteggiare.

Atterrato in aeroporto. Mi avvicino al nastro dei bagagli. Speriamo che sia uno dei primi. Forza, è lì! Lo vedo! Sono stato fortunato! Si avvicina. Il colore è lo stesso. Aspetta però … Mmmm … Non è il mio! Mah … Arriverà! Venti minuti dopo. Perché non arriva??? Cinquanta minuti dopo. Gli altri passeggeri sono andati via, sono rimasto da solo e l’unico bagaglio che continua a girare sul nastro non è il mio.
Nooooooo!!! Dove è finita la mia valigia!?

 

In caso di disservizi, da parte del vettore aereo, riguardanti il bagaglio, il Regolamento CE n. 889/02 costituisce il riferimento normativo europeo principale a tutela del passeggero, il quale riconosce determinati diritti per il viaggiatore ed altrettanti doveri in capo alle compagnie aeree.
Ed invero, in simili ipotesi la prima cosa da fare è segnalare la scomparsa del bagaglio presso il cosiddetto ufficio “lost and found” rappresentando compiutamente il disservizio subito, descrivendo dettagliatamente il proprio bagaglio: dimensione, colore e marca dello stesso. In particolare, gli addetti dell’ufficio oggetti smarriti assisteranno il viaggiatore sfortunato nella compilazione del modulo “property irregularity report” , previa presa visione sia del biglietto aereo che del tagliando del bagaglio smarrito.

Attenzione !!!

Il modulo P.I.R. costituisce il codice associato al vostro bagaglio smarrito e non un reclamo per il disservizio subito.
Il reclamo, infatti, rappresenta il passo successivo da compiersi al fine di ottenere il risarcimento dei danni per la perdita del bagaglio. A tal proposito occorre prestare assoluta attenzione ai termini decadenziali piuttosto stringenti previsti dalla disciplina in materia. Più precisamente, nel caso di bagaglio danneggiato la segnalazione deve essere trasmessa entro sette giorni; per le valigie arrivate in ritardo, invece, entro ventuno giorni dalla consegna della stessa. Si rileva, tra l’altro, che oltre il ventunesimo giorno il bagaglio sarà considerato smarrito. Per quel che concerne le altre azioni legali il termine è di due anni.
Il risarcimento ottenibile per danneggiamento, perdita o ritardata consegna del bagaglio ammonta alla complessiva somma di circa €. 1200 come espressamente previsto dalla Convenzione di Montreal del 1999.

IL DANNO DA VACANZA ROVINATA

risarcimento volo

Spesso capita che, seppur organizzata nel migliore dei modi, la vacanza possa venire rovinata per una serie di disservizi o ancora peggio saltare totalmente per cause imputabili alla compagnia aerea o ad altri soggetti attivamente coinvolti nell’organizzazione del viaggio.
L’inadempimento contrattuale può comportare sia un danno patrimoniale che si traduce principalmente in una perdita economica (ad es. esborso dei costi sostenuti per il volo nonché per l’hotel) sia un danno non patrimoniale ovverosia il cosiddetto “danno da vacanza rovinata”.
Il danno da vacanza rovinata (in senso stretto) costituisce un turbamento psicologico, stress ed in generale una sofferenza derivante dagli inadempimenti contrattuali imputabili all’organizzatore del viaggio o al tour operator ovvero alla compagnia aerea. Ad es., le caratteristiche dei luoghi e degli alberghi si presentano di livello inferiore rispetto alle aspettative create al momento dell’accordo contrattuale.
Tale pregiudizio si concretizza nella lesione dell’interesse del viaggiatore di godere di una vacanza organizzata come occasione di svago, di piacere e di relax rispetto alla routine quotidiana.
La voce di danno da vacanza rovinata è stata regolamentata per la prima volta con la Convenzione di Bruxelles recepita in Italia dalla legge 27 dicembre 1977 n. 1082 cui ha fatto seguito la direttiva 90/314 , concernente i viaggi, le vacanze ed i circuiti tutto compreso, recepita dal d.lgs. n. 111/1995 , confluito nel Codice del Consumo e successivamente disciplinata in modo compiuto dal Codice del Turismo.

In generale, il Legislatore con l’intervento normativo del 2011 ha individuato in modo puntuale le cause che possono dar luogo al danno da vacanza rovinata e definito la voce di danno da vacanza rovinata collegandola al tempo di vacanza inutilmente trascorsa ed all’irripetibilità dell’occasione perduta. L’inadempimento, tra l’altro, deve essere grave e serio alterando notevolmente il rapporto contrattuale e quindi un inadempimento di non scarsa importanza ex art. 1455 del Cod. Civ.
In altri termini, il danno non patrimoniale da vacanza rovinata si concretizza nel mancato guadagno sul piano del benessere e della qualità della vita che avrebbe potuto apportare la vacanza intesa come momento di svago e riposo per il viaggiatore sfortunato.
Si rileva inoltre che il danno da vacanza rovinata trova fondamento nell’art. 2059 del Cod. Civ., intitolato danni non patrimoniali, secondo il quale: “Il danno non patrimoniale deve essere risarcito solo nei casi determinati dalla legge.”

Tale danno, secondo l’attuale orientamento giurisprudenziale, risulta strettamente connesso ad un illecito atipico che incide principalmente sui valori della persona garantiti dalla nostra Carta Costituzionale, come chiarito dalle importantissime sentenze gemelle sul tema (Cass. Civ., Sez. Unite, nn. 26972 – 26975 / 2008) .
Pertanto, lo stress subito conseguente da vacanza rovinata comporta certamente una lesione del diritto alla salute di cui all’ art. 32 della Cost.

Attenzione ai termini!!!

Il reclamo per il disservizio subito può essere presentato anche in corso di viaggio ovvero nel termine di 10 giorni dal rientro dal viaggio. Ed invero, secondo un attuale orientamento giurisprudenziale, lo spirare del predetto termine non comporta la decadenza dal diritto di chiedere il risarcimento per danno da vacanza rovinata, poiché quest’ultimo si prescrive in un anno dal rientro dal viaggio, salvo non vi siano danni alla persona, in tale ultima ipotesi il termine prescrizionale sale a tre anni (Cass. Civ. n. 297/2011).

CONTATTI
Mail: info@voloconte.it
Cell: +39 339 5496423 ; +39 391 4602735

(lun-ven 9:00 – 13:00; 15:00 – 19:00).